Dalle fibre delle praterie canadesi un packaging per la detergenza

Saskatchewan Polytechnic, istituto canadese specializzato in formazione tecnica e ricerca applicata, ed EnviroWay Detergent Manufacturing, azienda di Saskatoon attiva nella produzione di detergenti e prodotti per la pulizia, stanno collaborando a un progetto di ricerca finalizzato a trasformare le fibre residue delle coltivazioni di lino e canapa in plastiche biodegradabili adatte alla produzione di bottiglie.

Grazie a un finanziamento di 250.000 dollari proveniente dall’Agriculture Development Fund (ADF), nell’ambito del Sustainable Canadian Agricultural Partnership, e a ulteriori 7.000 dollari concessi dal National Research Council of Canada Industrial Research Assistance Program, il progetto mira a sviluppare imballaggi sostenibili e biodegradabili per prodotti detergenti.

La sfida

Le plastiche biodegradabili oggi disponibili sul mercato sono generalmente adatte alla produzione di posate compostabili, contenitori alimentari o film sottili, ma non possiedono ancora la resistenza necessaria per contenere detergenti, sgrassatori e disinfettanti. Questi contenitori devono infatti sopportare un utilizzo intensivo e il contatto con sostanze chimiche aggressive, oltre a essere compatibili con processi produttivi ad alta velocità come lo stampaggio per soffiaggio. È qui che entra in gioco Saskatchewan Polytechnic. Il centro di innovazione manifatturiera B-TAP dispone di attrezzature specializzate che consentono ai ricercatori di trasformare materiali agricoli in prodotti pronti per il mercato. Il team vanta inoltre una consolidata esperienza nella valorizzazione della biomassa derivante da lino e canapa, materiali che normalmente verrebbero scartati o bruciati, trasformandoli in risorse utili per l’industria manifatturiera.

Le varie fasi del progetto

Il progetto, recentemente finanziato, prenderà avvio nel corso dell’anno. La prima fase prevede la valutazione delle fibre di lino e canapa coltivate nel Saskatchewan per verificarne la compatibilità con le plastiche biodegradabili. I ricercatori analizzeranno aspetti quali qualità delle fibre, disponibilità, costi e sostenibilità complessiva. Una volta individuata la formulazione più promettente, Saskatchewan Polytechnic produrrà pellet biocompositi ottenuti dalla combinazione di fibre vegetali e resine biodegradabili.

Perfezionate le formulazioni, il team realizzerà prototipi di bottiglie che saranno sottoposti a test in condizioni reali. I contenitori verranno riempiti con detergenti effettivi, come sgrassatori alcalini, detergenti e soluzioni acide, e monitorati nel tempo per verificare eventuali fenomeni di migrazione, degrado del materiale o alterazioni della qualità del prodotto. Le prove simuleranno situazioni quotidiane, dalla permanenza in magazzino alle sollecitazioni dovute al trasporto.Lo stabilimento di EnviroWay a Saskatoon svolgerà un ruolo centrale nel progetto, mettendo a disposizione le proprie linee produttive per verificare la compatibilità delle nuove bottiglie in bioplastica con gli stampi e i sistemi di riempimento esistenti. Questa validazione in ambiente industriale ridurrà i tempi necessari per l’introduzione sul mercato dei nuovi materiali e garantirà che il prodotto finale risponda alle reali esigenze produttive. La proprietà intellettuale sviluppata nell’ambito del progetto resterà a EnviroWay.