JesolPesca archivia il polistirolo

Nel settore ittico, dove la catena del freddo è una condizione imprescindibile e la logistica incide direttamente sulla qualità del prodotto, parlare di packaging sostenibile significa confrontarsi con uno dei nodi più complessi dell’intera filiera. È su questo terreno che JesolPesca, stabilimento specializzato di Cattel SpA dedicato al fresco ittico per il canale Horeca, ha deciso di intervenire avviando un progetto destinato a sostituire progressivamente il polistirolo negli imballaggi per il trasporto del pesce fresco.

L’iniziativa rappresenta un cambio di paradigma per un comparto che da decenni utilizza l’EPS come standard operativo grazie alle sue proprietà isolanti. La sfida, quindi, non era soltanto individuare un materiale alternativo, ma sviluppare un sistema logistico capace di garantire le stesse performance in termini di conservazione, stabilità termica e sicurezza alimentare.

Come si è arrivati al nuovo packaging

Il percorso, avviato nel corso del 2025, ha coinvolto in modo trasversale diversi reparti aziendali – dalla logistica agli acquisti, dal marketing al customer service – attraverso una revisione complessiva dei processi. Dopo un’attività preliminare di scouting delle soluzioni presenti sul mercato, JesolPesca ha avviato test di laboratorio, simulazioni di trasporto e monitoraggi tecnici tramite data logger per verificare la tenuta della catena del freddo nelle diverse condizioni operative.

"La sfida non era semplicemente sostituire il polistirolo, ma costruire una soluzione sostenibile, affidabile e compatibile con i vincoli reali di un prodotto delicato come il nostro", ha spiegato Nada Canuto, Direttore Logistica di Cattel.

Il risultato è un nuovo packaging proprietario in cartone ad alta resistenza, progettato per assicurare maggiore solidità strutturale e ottimizzare la gestione del trasporto. Accanto al contenitore è stato introdotto anche l’utilizzo del ghiaccio secco, soluzione scelta per limitare umidità e condensa rispetto al ghiaccio tradizionale. Un elemento non secondario, considerando che l’eccesso di acqua all’interno degli imballi rappresenta spesso una criticità sia per la conservazione del prodotto sia per la movimentazione logistica.

Secondo quanto comunicato dall’azienda, i test hanno dato risultati positivi: il 100% degli imballi è arrivato integro a destinazione, mentre i clienti hanno evidenziato una percezione qualitativa migliorata sia del packaging sia del prodotto trasportato.

L’operazione assume un valore significativo anche sul piano culturale, perché dimostra come la sostenibilità nel packaging alimentare non possa limitarsi alla semplice sostituzione di un materiale, ma richieda una revisione integrata di processi, formazione e organizzazione. Non a caso il progetto ha previsto sopralluoghi operativi, degustazioni comparative e approfondimenti dedicati alla sicurezza alimentare, coinvolgendo direttamente il personale interno.